Congiunta dei muscoli della spalla

La spalla (Anatomia Funzionale e cenni pratici)

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La spalla è la regione pari del tronco congiunta dei muscoli della spalla, situata in posizione latero-superiore, su cui s'incontrano tre importanti ossa : la clavicolala scapola e l'omero. Le spalle sono sede di importanti articolazioni - su tutte, l' articolazione gleno-omerale, che collega la scapola all'omero - e di numerosi muscoli.

Le articolazioni e i muscoli della spalla permettono, all'essere umano, di eseguire un'ampia varietà di gesti: da lanciare un oggetto a sollevare un pesoda scrivere a disegnare un cerchio ideale con il braccio.

La spalla è la regione pari del corpo che segna l'incontro tra tre ossa molto importanti: la clavicola, la scapola e l'omero. Questi tre elementi ossei - tutti rigorosamente pari - collaborano tra loro per agganciare ciascun arto superiore al tronco.

Sede di due fondamentali articolazioni, di muscoli, legamenti e tendini, la spalla occupa la sezione latero-superiore del tronco, dalla base del collo all'origine del braccio. In anatomia, mediale e laterale sono due termini dal significato opposto. Tuttavia, per comprendere appieno che cosa vogliono dire, è necessario fare un passo indietro e rivedere il concetto di piano sagittale.

Figura: i piani con cui gli anatomisti sezionano il corpo umano. Nell'immagine, è evidenziato, in particolare, il piano sagittale. Il piano sagittale, o piano mediano di simmetria, è la divisione antero-posteriore del corpo, divisione dalla quale derivano due metà uguali e simmetriche: la metà destra e la metà sinistra. Per esempio, da un piano sagittale della testa derivano una metà, che comprende l' occhio destro, l' orecchio destro, la narice nasale destra e via dicendo, e una metà, che comprende l'occhio sinistro, l'orecchio sinistro, la narice nasale sinistra ecc.

Ritornando quindi ai concetti mediale-laterale, la parola mediale indica un rapporto di vicinanza al piano sagittale; mentre la parola laterale indica un rapporto di lontananza dal piano sagittale. Tutti gli organi anatomici possono essere mediali o laterali rispetto a un punto di riferimento.

Un paio di esempi chiariscono tale affermazione: Primo esempio. Se il punto di riferimento è l'occhio, questo è laterale rispetto alla narice nasale dello stesso lato, ma mediale rispetto all'orecchio.

Secondo esempio. Se il congiunta dei muscoli della spalla di riferimento è il congiunta dei muscoli della spalla dito del piedetale elemento è laterale rispetto al primo dito allucema mediale rispetto a tutti gli altri. Lo scopo di questo articolo è descrivere gli elementi anatomici più importanti della spalla, quindi le ossa, le articolazione con i loro legamenti, i muscoli, i vasi sanguigni e i nervi.

Come già accennato in precedenza, lo scheletro della spalla congiunta dei muscoli della spalla tre ossa: la clavicola, la scapola e l'omero. La clavicola è l' osso pari a forma di S, situato nella parte antero-posteriore del toraceche collega lo sterno a ciascuna scapola per la precisione al cosiddetto acromion di ciascuna scapola.

Figura: clavicola. Appartiene alla categoria delle ossa lungheè convesso medialmente e concavo lateralmente e rappresenta l'unico elemento osseo del corpo umano completamente orizzontale.

Suddivisibile in tre porzioni - estremità sternale, corpo ed estremità acromiale - la clavicola partecipa alla formazione della spalla con l' congiunta dei muscoli della spalla acromiale e il corpo ; l'estremità acromiale è la porzione più laterale, quella cioè più vicina al punto d'origine dell'arto superiore; il corpo, invece, è la porzione centrale, compressa tra l'estremità acromiale e l'estremità sternale.

La scapola congiunta dei muscoli della spalla l'osso pari, situato postero-lateralmente alla gabbia toracicache collega il tronco all'arto superiore di ciascun lato del corpo. Piatta e di forma triangolare, possiede alcune caratteristiche anatomiche che la rendono un elemento osseo davvero unico. Infatti, sulle sue superfici, presenta due processi ossei acromion e processo coracoideo - che garantiscono l'unione tra scapola e clavicola - e una cavità cavità glenoidea - che accoglie la testa dell'omero e aggancia l'arto superiore al tronco.

L' omero è l'osso pari che costituisce lo scheletro di ciascun braccio, cioè la sezione di arto superiore compresa tra spalla e avambraccio. Appartenente alla categoria delle ossa lunghe, concorre alla formazione di due importanti articolazioni del corpo umano: l' articolazione gleno-omerale volgarmente nota come articolazione della spalla e l' articolazione del gomito. L'articolazione gleno-omerale vede per protagonisti la testa dell'omero, situata sull'estremità prossimale, e congiunta dei muscoli della spalla cavità glenoidea della scapola.

L'articolazione del gomito, invece, coinvolge gli elementi anatomici dell'estremità distale dell'omero la cosiddetta troclea e il cosiddetto capitulum e le estremità distali delle ossa dell'avambraccio, ulna e radio. Per quanto concerne la spalla, le porzioni di omero che ne fanno parte sono l' estremità prossimalecioè quella deputata alla formazione dell'articolazione gleno-omerale, e la prima parte del cosiddetto corpo o diafisi dell'omero.

Secondo la maggior parte degli congiunta dei muscoli della spalla, le articolazioni proprie della spalla sono cinque : l'articolazione gleno-omerale o articolazione della spalla o articolazione scapolo-omeralel'articolazione acromioclavicolare, l'articolazione sternoclavicolare, l'articolazione scapolotoracica e l'articolazione sottodeltoidea. Tra tali elementi articolari, sia per il ruolo che ricoprono sia per la complessità strutturale, meritano una citazione particolare l'articolazione gleno-omerale e l'articolazione acromioclavicolare.

Figura: l'articolazione gleno-omerale. Come in tutte congiunta dei muscoli della spalla diartrosi, le superfici articolari sono ricoperte da cartilagine ialina. La cartilagine ialina rende le superfici articolari particolarmente lisce e facilita i movimenti dell'articolazione.

A rendere meno probabile che la testa dell'omero sgusci fuori dalla fossa glenoidea, è una formazione cartilagine fibrosalocalizzati sui bordi della fossa stessa labbro. Pur trattandosi sempre di tessuto cartilagineoquesta cartilagine fibrosa ha una consistenza decisamente diversa dalla cartilagine ialina: è molto più ruvida.

Figura: legamenti dell'articolazione gleno-omerale. I legamenti gleno-omerali sono, di fatto, tre bande che decorrono dalla fossa glenoidea al collo anatomico dell'omero.

La congiunta dei muscoli della spalla funzione è stabilizzare la regione anteriore dell'articolazione. Il legamento coracomerale unisce il processo coracoideo al tubercolo maggiore dell'omero.

Il suo compito è garantire solidità alla porzione superiore dell'articolazione. Il legamento omerale trasverso va dal tubercolo maggiore dell'omero al tubercolo minore sempre dell'omero.

La sua funzione è stabilizzare il tendine del capo lungo del muscolo bicipite femoraleall'interno di una scanalatura dell'omero nota come solco intertubercolare. I lettori più attenti avranno notato che l'immagine riporta un altro legamento: il cosiddetto legamento coracoacromialeinterposto tra l'acromion scapolare e il processo coracoideo scapolare. Pur non avendo contatti diretti con le strutture dell'articolazione gleno-omerale, concorre alla sua stabilità, in particolare a mantenere in sede la testa dell'omero.

Nell'immagine, sono in evidenza anche le borse sinoviale. L' articolazione sternoclavicolare è frutto dell'unione tra l'estremità sternale della clavicola e il manubrio dello sterno. L'estremità sternale della clavicola è la porzione mediale della clavicola.

Il manubrio dello sterno è la regione superiore dell'osso piatto situato della parte centro-superiore del torace N. B: lo sterno possiede anche una regione centrale, chiamata corpo sternalee una regione inferiore, nota come processo xifoideo. Gli esperti di anatomia hanno dibattuto a lungo se includere l'articolazione sternoclavicolare nell'argomento "articolazioni della spalla", per svariati ragioni.

Sicuramente, la motivazione principale è che l'estremità sternale della clavicola occupa una posizione alquanto centrale nel corpo umano e fa parte più congiunta dei muscoli della spalla torace che della spalla. Premessa: i muscoli presentano due estremità, una d'origine e una terminale, che si legano allo scheletro mediante tendini. Nella spalla, trovano posto numerosi muscoli. Alcuni di questi elementi congiunta dei muscoli della spalla si legano allo scheletro della spalla congiunta dei muscoli della spalla entrambe le estremità iniziale e terminalementre altri i congiunta dei muscoli della spalla con un'estremità soltanto o congiunta dei muscoli della spalla o il terminale.

Per semplificare lo studio dell'assetto muscolare della spalla, gli anatomisti hanno pensato di sfruttare proprio la suddetta caratteristica dei muscoli e distinguere i muscoli in due categorie: intrinseciche corrispondono a quelli con entrambe le estremità d'inserzione sulla spalla, e estrinseciche sono quelli aventi una sola estremità d'inserzione a livello dello scheletro della spalla.

I muscoli intriseci della spalla sono in tutto 6: il deltoide, il sovraspinato, il sottospinato, il piccolo rotondo, il sottoscapolare, il grande rotondo. I muscoli estrinseci della spallainvece, sono in tutto il dentato anterioreil succlavio, il piccolo pettoralelo sternocleidomastoideol' elevatore della scapolail grande romboideil piccolo romboide congiunta dei muscoli della spalla, il trapezioil coracobrachiale, il bicipite brachiale sia il capo lungo che il capo corto e il tricipite brachiale soltanto il capo lungo.

Tuttavia, è bene ricordare ai lettori l'esistenza di due muscoli - il grande dorsale e il grande pettorale - che, pur non avendo sede propriamente sulla spalla, rispondono alle caratteristiche degli elementi muscolari estrinseci e partecipano a numerosi movimenti del braccio si veda il congiunta dei muscoli della spalla dedicato alle funzioni. Figura : sede dei muscoli della spalla elevatore della scapola, piccolo romboide, grande romboide e grande dorsale.

Il muscolo grande dorsale presenta varie estremità iniziale: sul tratto di colonna vertebrale T7-L5, sulla cresta iliaca, sull'angolo inferiore della scapola, sulla fascia toraco-lombare e sulle ultime costole.

Di contro possiede un'estremità terminale unica, localizzata a livello del solco intertubercolare dell'omero. La regione anatomica della spalla riceve il sangue arterioso quindi ricco d'ossigeno da numerose ramificazioni, dirette e indirette, dell' arteria ascellare.

Per quanto concerne invece il sangue venosoquesto defluisce verso il cosiddetto sistema venoso profondo, con le vene ascellare e succlaviae verso il cosiddetto sistema venoso superficiale, con la vena cefalica. Tra le strutture nervose della regione della spalla, ce ne sono alcune che transitano soltanto congiunta dei muscoli della spalla questo distretto anatomico e altre, invece, che innervano gli elementi anatomici locali muscoli, cute ecc.

Sia le strutture nervose che si limitano ad attraversare la spalla sia quelle che innervano i muscoli, la cute e gli congiunta dei muscoli della spalla elementi anatomici locali derivano dal plesso brachialeprecisamente da alcuni suoi rami collaterali e terminali. Il plesso brachiale è un importante formazione reticolare di diversi nervi spinali cioè nervi del sistema nervoso perifericoi quali hanno il compito di innervare non solo la spalla, ma anche l'intero arto superiore quindi braccio, avambraccio e mano.

Grazie ai suoi numerosi muscoli e alle sue importanti articolazioni la gleno-omerale in particolarela spalla possiede una mobilità tale che permette, all'essere umano, di eseguire un'enorme varietà di gesti: da quelli più semplici, come salutare con un gesto della mano o scrivere, a quelli più complessi, come lanciare un oggetto o sollevare un peso. Nel corso delle loro ricerche, gli esperti di fisiologia e biomeccanica hanno studiato tutti i possibili movimenti della spalla e sono giunti alla conclusione che ne esistono almeno 13 tipi diversi:.

Figura: muscoli anteriori che partecipano ai movimenti della spalla. Tra questi è evidenziato anche il muscolo congiunta dei muscoli della spalla pettoraleil quale trae origine dal corpo della clavicola e dallo sterno e termina a livello del solco intertubercolare dell'omero.

Le problematiche che possono interessare la spalla, in alcuni casi in modo assai considerevole, sono numerose. Sicuramente, meritano una citazione particolare le fratture ossee dello scheletro della spalla, le lussazioni della spalla e le lesioni della cuffia dei rotatori.

Le fratture dello scheletro della spalla comprendono: la frattura della clavicolala frattura della scapola e la frattura congiunta dei muscoli della spalla porzione prossimale dell'omero.

La rottura della clavicola è una circostanza molto comune. Secondo alcune indagini, infatti, la clavicola è una delle congiunta dei muscoli della spalla del corpo umano che si rompe più facilmente. La frattura della scapola è una condizione alquanto rara, che si verifica in genere a seguito di forti traumi al torace.

Non richiede particolari trattamenti, ma soltanto un periodo di assoluto riposo. Infine, la frattura della porzione prossimale dell'omero ha un discreta incidenza e riguarda soprattutto le vittime di cadute o di traumi diretti al braccio. In alcuni sfortunati casi, potrebbe accompagnarsi a una lesione del nervo ascellare e dell'arteria circonflessa posteriore dell'omero.

In medicina, il termine lussazione indica un evento traumatico che causa la perdita dei rapporti reciproci tra le superfici ossee, coinvolte in un'articolazione. Congiunta dei muscoli della spalla lussazione della spalla è quando la testa dell'omero "sguscia" fuori dalla cavità glenoidea della scapola. Nelle lussazioni anteriori della spalla, l'omero si muove in avanti; nelle lussazioni posteriori della spalla, invece, l'omero fuoriesce all'indietro.

Raramente, la lussazione della spalla è un fenomeno isolato. Spesso, infatti, si associa a danni a carico di legamenti, ossa, cartilagini e muscoli. Le lussazioni della spalla hanno un'elevata incidenza, soprattutto tra le persone giovani e attive. La cuffia congiunta dei muscoli della spalla rotatori è un complesso muscolo- tendineocon congiunta dei muscoli della spalla sulla scapola, a cui partecipano 4 muscoli con i loro corrispettivi tendini: nel comparto superiore, prende posto il tendine del muscolo sovraspinato ; anteriormente, il tendine del muscolo sottoscapolare ; infine, posteriormente, i tendini dei muscoli sottospinato e piccolo rotondo.

Figura: i muscoli della cuffia dei rotatori: sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo. Si tratta di quattro elementi muscolari intrinseci della spalla. La lesione della cuffia dei rotatori consiste nella lacerazione parziale o totale di uno o più dei tendini che uniscono i muscoli sopraccitati alle strutture ossee. A provocarla possono essere traumi diretti alla spalla, ma anche movimenti ripetuti, che causano il progressivo deterioramento della struttura tendinea.

Quest'ultimo è, per esempio, il caso dei grandi nuotatori che soffrono della cosiddetta "spalla del nuotatore", per effetto del continuo movimento delle braccia. In genere, il muscolo maggiormente interessato è il sovraspinato, il quale risiede sulla superficie posteriore della scapola, sopra la cosiddetta spina scapolare.

Le lesioni della cuffia dei rotatori sono infortuni alla spalla che riguardano congiunta dei muscoli della spalla persone dai 40 anni in su. Funzione: Quali Movimenti permette? Quali e quanti sono i muscoli del braccio?