In nome della siringa congiunta

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Articolazioni e muscoli delle gambe

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo Bugiardino di Colimicina. Devono essere rispettate le linee guida terapeutiche. Le seguenti raccomandazioni posologiche si basano su dati limitati di farmacocinetica di popolazione in pazienti in condizioni critiche in nome della siringa congiunta paragrafo 4.

I modelli suggeriscono che, in alcuni casi, nei pazienti con buona funzione renale possono essere necessarie dosi di carico e di mantenimento fino a 12 MUI. La dose di carico è valida per pazienti con funzione renale normale o ridotta, compresi i soggetti sottoposti a terapia sostitutiva renale.

La dose deve essere modificata in presenza di compromissione renale, ma i dati farmacocinetici disponibili per pazienti con funzione renale ridotta sono molto limitati. Sono disponibili dati estremamente limitati dagli studi di farmacocinetica di popolazione su numeri molto piccoli di pazienti sottoposti a terapia sostitutiva renale.

Non è possibile formulare raccomandazioni posologiche definitive. I seguenti regimi terapeutici possono essere presi in considerazione. Non sono disponibili dati nei pazienti con compromissione epatica. Si raccomanda cautela quando si somministra colistimetato di sodio a questi pazienti. Non si ritengono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti anziani con funzione renale normale.

I dati a sostegno del regime posologico nei pazienti pediatrici sono molto limitati. Per la determinazione della dose deve essere tenuta in considerazione la maturità renale. La dose deve essere stabilita in base al peso della massa magra corporea. Per i bambini con peso corporeo superiore a 40 kg devono essere tenute in considerazione le raccomandazioni posologiche valide per gli adulti. Somministrare Colimicina per via endovenosa tramite infusione lenta della durata di minuti.

In soluzione acquosa, il colistimetato di sodio è idrolizzato al principio attivo colistina. Per la preparazione della dose, in particolare quando composta dal contenuto di più flaconcini, la dose necessaria deve essere ricostituita in condizioni di in nome della siringa congiunta asepsi vedere paragrafo 6.

Negli USA e in altre parti del mondo, la dose è espressa in milligrammi di attività base della colistina milligrams of colistin base activitymg CBA. La seguente tabella di conversione è riportata a scopo orientativo e i valori sono da considerarsi nominali e solo approssimativi.

Ipersensibilità alla colistina e ad altri antibiotici della famiglia delle polimixine o ad uno degli eccipienti elencati al paragrafo 6. In nome della siringa congiunta e allattamento vedere paragrafo 4. Quando possibile, si consideri la somministrazione congiunta di colistimetato di sodio per via endovenosa con un altro agente antibatterico, tenendo in considerazione la sensibilità rimanente del patogeno o dei patogeni in trattamento.

Poiché è stato segnalato lo sviluppo di resistenza alla colistina somministrata per via endovenosa, in particolare quando utilizzata in monoterapia, la somministrazione congiunta con altri antibatterici deve essere considerata anche per prevenire lo sviluppo di resistenza.

Il colistimetato di sodio deve essere utilizzato esclusivamente quando altri antibiotici prescritti più comunemente sono inefficaci o non idonei. La dose di colistimetato di sodio deve essere modificata in base alla clearance della creatinina vedere paragrafo 4. In alcuni studi, la nefrotossicità è stata associata in nome della siringa congiunta dose cumulativa e alla durata del trattamento.

Il beneficio di un trattamento prolungato deve essere valutato in rapporto al potenziale aumento del rischio di tossicità renale. In caso di reazione allergica, il trattamento con colistimetato di sodio deve essere interrotto e devono essere adottate le misure opportune. È stato osservato che concentrazioni sieriche elevate di colistimetato di sodio, che possono essere dovute a sovradosaggio o a mancata riduzione della posologia in pazienti con compromissione renale, inducono effetti neurotossici come parestesia faciale, debolezza muscolare, vertiginedifficoltà di articolazione della parola, instabilità vasomotoria, disturbi della vista, confusione, psicosi e apnea vedere paragrafo 4.

I pazienti devono essere monitorati in merito alla eventuale comparsa di parestesie periorali e di parestesie alle estremità che sono segni di sovradosaggio vedere paragrafo 4. Dopo somministrazione intramuscolare di colistimetato di sodio sono stati segnalati casi di arresto respiratorio. Una compromissione della funzione renale aumenta la probabilità di apnea e blocco neuromuscolare dopo somministrazione di colistimetato di sodio.

Il colistimetato di sodio deve essere utilizzato con estrema cautela nei pazienti affetti da porfiria. Colite associata agli antibiotici e colite pseudomembranosa sono state riportate con quasi tutti gli antibatterici e possono manifestarsi anche con il colistimetato di sodio.

Non devono essere somministrati in nome della siringa congiunta che inibiscono la peristalsi. Il colistimetato di sodio somministrato per via endovenosa non attraversa la barriera ematoencefalica in misura clinicamente rilevante. La somministrazione intratecale o intraventricolare del colistimetato di in nome della siringa congiunta nel trattamento della meningite non è stata valutata sistematicamente in studi clinici ed è corroborata solo da segnalazioni di singoli casi clinici.

I dati a sostegno della posologia sono molto limitati. Durante il trattamento sistemico, si raccomanda di monitorare la concentrazione plasmatica nei neonati, nei pazienti con insufficienza renale ed in quelli con fibrosi cistica.

In caso di uso congiunto di colistimetato di sodio per via endovenosa con altri medicinali potenzialmente nefrotossici o neurotossici ad esempio i seguenti antibiotici: kanamicina, neomicina, streptomicina, gentamicina, tobramicina deve essere prestata la massima cautela.

Gli aminoglicosidi e le polimixine non possono essere somministrati insieme alla Colimicina per via parenterale se non sotto stretto controllo medico. Il meccanismo di conversione del colistimetato di sodio al principio attivo colistina non è caratterizzato. Anche il meccanismo di clearance della colistina, compresi i processi a livello renale, non è noto. Le potenziali interazioni farmacologiche devono essere tenute a mente quando si somministra Colimicina congiuntamente con medicinali che notoriamente inibiscono o inducono gli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci o che costituiscono substrati dei meccanismi di trasporto renale.

A causa degli in nome della siringa congiunta della colistina sul rilascio di acetilcolina, i miorilassanti non depolarizzanti devono essere utilizzati con cautela nei in nome della siringa congiunta che ricevono colistimetato di sodio, perché i loro in nome della siringa congiunta possono essere prolungati vedere paragrafo 4.

Il trattamento congiunto con colistimetato di sodio e macrolidi come azitromicina e claritromicina o fluorochinoloni come norfloxacina e ciprofloxacina deve essere effettuato con cautela nei pazienti con miastenia grave vedere paragrafo 4. Durante la terapia possono avvenire in nome della siringa congiunta neurologici vedere paragrafo 4. I pazienti devono essere avvertiti di non guidare né usare macchinari se si verificano questi effetti.

Patologie del sistema nervoso: effetti neurotossici, parestesia, capogiro, formicolio alle estremità ed alla lingua, raramente disturbo del linguaggio e squilibrio del sistema nervoso autonomo. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: sofferenza respiratoria fino a insufficienza, apnea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: prurito generalizzato, orticaria, eruzione cutanea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: febbre, reazione in sede di iniezione. Esami diagnostici: diminuzione della produzione di urina, diminuzione della clearance della creatinina.

Sintomi da sovradosaggio possono essere osservati in pazienti con funzionalità renale ridotta. Dosaggi superiori a quelli massimi possono provocare una insufficienza renale acuta che si manifesta con oliguria, iperazotemia, ipercreatininemia, di norma reversibile sospendendo il trattamento. È stato osservato che concentrazioni sieriche elevate di colistimetato di sodio, che possono essere dovute a sovradosaggio o a mancata riduzione della posologia in pazienti con compromissione renale, inducono effetti neurotossici come letargia, atassia, parestesia facciale, debolezza muscolare, vertiginedifficoltà di articolazione della parola, instabilità vasomotoria, disturbi della vista, confusione, psicosi.

In caso di sovradosaggio, il trattamento con colistimetato di sodio deve essere interrotto ed opportune misure di supporto devono essere adottate. Non è noto se il colistimetato di sodio possa essere rimosso per emodialisi o dialisi peritoneale in casi di sovradosaggio.

La colistina è un antibatterico polipeptidico ciclico appartenente al gruppo delle polimixine. Le polimixine sono selettive per i batteri aerobi Gram-negativi dotati di una membrana esterna idrofobica. I batteri resistenti si distinguono per le modifiche ai gruppi fosfato del lipopolisaccaride che sono sostituiti con etanolamina o ammino-arabinosio.

I batteri Gram-negativi naturalmente resistenti, come Proteus mirabilisBurkholderia cepaciapresentano una sostituzione completa del lipide fosfato con etanolamina o ammino-arabinosio. Ci si attende una resistenza crociata tra colistina polimixina E e polimixina B.

È stato osservato che le polimixine presentano un effetto battericida concentrazione-dipendente sui batteri in nome della siringa congiunta. Le informazioni sulla farmacocinetica del colistimetato di sodio CMS e della colistina sono limitate. Alcuni dati indicano che, nei pazienti in condizioni critiche, la farmacocinetica è differente da quella. Dopo infusione di colistimetato di sodio, il profarmaco inattivo è convertito alla sostanza attiva colistina.

Le concentrazioni plasmatiche in nome della siringa congiunta picco della colistina sono state osservate con un ritardo massimo di 7 ore dopo somministrazione di colistimetato di sodio in pazienti in condizioni critiche.

Il volume di distribuzione della colistina in volontari sani è basso e corrisponde approssimativamente al liquido extracellulare. Il volume di distribuzione aumenta in misura rilevante nei soggetti in condizioni critiche. Il legame con le proteine è moderato e diminuisce a concentrazioni più elevate. In assenza di infiammazione meningea, la penetrazione nel liquido cerebrospinale è minima, ma aumenta in presenza di infiammazione meningea. Il CMS è eliminato principalmente per via renale tramite filtrazione glomerulare.

Gli effetti tossici della Colistina possono essere dovuti alla colistimetato di sodio e si esprimono sotto forma di un danno tubulare. Tuttavia questi fenomeni sono reversibili dopo la sospensione della terapia. Dosi elevate e protratte di colistimetato di sodio in pazienti con patologie renali possono essere causa di neurotossicità e nefrotossicità, per cui le dosi devono essere opportunamente ridotte.

In mancanza di studi di incompatibilità, questo medicinale non deve essere mescolato con altri medicinali. Durante questa operazione è possibile percepire variazioni nella pressione da esercitare sullo stantuffo della siringa per introdurre il solvente nel flaconcino con la polvere. Tali differenze, che si possono notare tra diverse confezioni di Colimicina, non sono di per sé indice di un difetto in nome della siringa congiunta qualità del medicinale.

La soluzione deve essere ispezionata visivamente per la presenza di particelle o alterazioni del colore prima della somministrazione. La in nome della siringa congiunta deve essere utilizzata solo se è limpida e priva di particelle. Accedi al tuo account. Recupero della password. La tua email.